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Diritto penale

Decreto d'accusa: cosa fare se ne ricevete uno

Cos'è un decreto d'accusa

Il decreto d'accusa (art. 352 CPP) è una decisione emessa dal pubblico ministero senza dibattimento davanti a un tribunale, per reati di gravità limitata. Presuppone che l'imputato sia stato sentito o abbia avuto la possibilità di esprimersi, che i fatti siano accertati e che la sanzione non superi i limiti fissati dalla legge (in particolare al massimo sei mesi di pena detentiva, eventualmente combinata con una pena pecuniaria o una multa).

Fare opposizione

L'imputato, o qualsiasi altra persona direttamente toccata dal decreto, può fare opposizione per scritto entro dieci giorni presso il pubblico ministero che l'ha emesso (art. 354 CPP). L'opposizione deve in linea di principio essere motivata, salvo se riguarda unicamente la commisurazione della pena, nel qual caso è sufficiente una semplice dichiarazione.

Le conseguenze di un'opposizione valida

Se l'opposizione è ricevibile, il pubblico ministero assume le prove necessarie per deciderne. Può quindi confermare il decreto d'accusa, abbandonare il procedimento, emettere un nuovo decreto d'accusa, o promuovere l'accusa davanti al tribunale di primo grado se il disaccordo persiste (art. 355-356 CPP).

Cosa succede in assenza di opposizione

Se nessuna opposizione è formata entro il termine di dieci giorni, il decreto d'accusa diventa una sentenza passata in giudicato, con gli stessi effetti di una condanna penale pronunciata da un tribunale, inclusa l'eventuale iscrizione nel casellario giudiziale.

Domande frequenti

Entro quale termine devo fare opposizione a un decreto d'accusa?

Entro dieci giorni dalla notifica, per scritto, presso il pubblico ministero che l'ha emesso (art. 354 CPP).

Cosa succede se non faccio opposizione?

Il decreto d'accusa diventa una sentenza definitiva ed esecutiva, con gli stessi effetti di una condanna pronunciata da un tribunale, inclusa l'iscrizione nel casellario giudiziale se la sanzione lo prevede.

L'opposizione deve essere motivata?

In linea di principio sì, salvo se riguarda unicamente la commisurazione della pena (l'importo o la durata della sanzione), nel qual caso un'opposizione non motivata è sufficiente secondo l'art. 354 CPP.

Un decreto d'accusa figura nel casellario giudiziale?

Se passa in giudicato e la sanzione pronunciata rientra nei casi soggetti a iscrizione secondo la legge sul casellario giudiziale, sì: un decreto d'accusa ha gli stessi effetti di una sentenza penale ordinaria.

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